Registro protesti

Il registro dei protesti è un registro che viene aggiornato ogni mese dalle camere di Commercio locali in cui si pubblicano i protesti che vengono subìti a causa di assegni bancari scoperti o cambiali non pagate.

L’obiettivo finale di questo registro è quello di dare pubblicità alle difficoltà economiche del protestato e proteggere, in questa maniera, tutti i soggetti che vi entrano in affari.

Il registro dei protesti è disponibile online, consultabile liberamente da tutti, e contiene tutte le informazioni relative al protesto, inclusi i dati anagrafici della persona che viene protestata. Le tempistiche di conservazione  di tali informazioni sono di 5 anni, durante i quali il soggetto assume la definizione di “protestato”.

Effetti dell’iscrizione nel registro dei protesti

Oltre che rendere difficile avere transazioni economiche “a credito” da parte del soggetto protestato, l’iscrizione in questo famigerato registro rende praticamente estremamente difficile riuscire ad accedere ai prestiti personali, tranne in questi casi:

  • lavoratore dipendente, in quanto la presenza di uno stipendio e del TFR sono considerati, in ogni caso, una garanzia sufficiente dalla banca o dalla società finanziaria;
  • pensionati, stesso discorso fatto sopra, ma relativo alla pensione;
  • autonomo che fa richiesta di prestito cambializzato, poiché il titolo cambiario è esecutivo e permette all’istituto di credito di rientrare velocemente in possesso delle somme erogate nel caso di mancato pagamento delle rate. Per ovvi motivi, questi prestiti non sono accessibili a chi ha avuto disguidi passati sulle cambiali.

Un altro effetto dell’iscrizione al registro è quello di essere praticamente impossibilitato nell’apertura di un nuovo conto corrente. Benché non espressamente vietato per legge, la pratica bancaria non permette questo tipo di operazioni, pertanto bisogna necessariamente rivolgersi a delle alternative, come una carta prepagata con IBAN o un portafoglio virtuale come Paypal.

Cancellazione dal registro dei protesti

La cancellazione dal registro dei protesti avviene in maniera differente a seconda se l’iscrizione sia stata fatta a causa di un assegno scoperto o di una cambiale non pagata. Nel primo caso occorre necessariamente la riabilitazione del giudice, mentre nel secondo è sufficiente effettuare il pagamento della cambiale e attendere il trascorrere del periodo minimo previsto per legge (che è inferiore rispetto ai 5 anni paventati sopra, che rimangono validi solo se la cambiale non viene mai pagata).